HUAYHUASH 2003

SPEDIZIONE ALPINISTICA IN PERU

Il CAI reggiano sulle orme di Joe Simpson

La spedizione alpinistica patrocinata dalla nostra Sezione ha svolto la sua attività nelle prime tre settimane di agosto sulla Cordillera di Huayhuash, in Peru, Stato dell'America meridionale. Gli alpinisti reggiani hanno svolto una parte del programma in comune, per dividersi poi in due gruppi, e dedicarsi l'uno ad attività prevalentemente di trekking e l'altro di alpinismo. Partiti all’inizio di agosto, i dieci alpinisti hanno operato per due settimane in piena autonomia con il solo ausilio di asini (burros) per il trasporto del materiale e dei viveri, ad una quota media di oltre 4000 metri. Il programma prevedeva che la spedizione operasse in comune alla partenza, per dividersi poi in due gruppi, e dedicarsi l'uno ad attività prevalentemente di trekking e l'altro di alpinismo, facendo ritorno insieme.

Il Nevado Sarapo  La cartolina della spedizione

Il gruppo alpinistico stabilito il Campo Base presso la laguna di Sarapococha a 4360m, ha operato in zona per 9 giorni in “stile alpino” (senza posare corde ed attrezzature fisse), effettuando diverse salite ed esplorando a fondo le possibilità alpinistiche delle cime circostanti. Questo versante della Cordillera è particolarmente severo: tutte le creste più alte sono orlate da imponenti cornici che minacciano le ripide pareti sottostanti, spesso a loro volta caratterizzate da seracchi di ghiaccio sospesi. 

da sinistra: Ninashanca, Rondoy, Tirishanca, Yerupaja Chico e Yerupaja

L'attività alpinistica, sotto la guida di Pierluigi Dallaglio (IA), è stata svolta dal gruppo composto da Christian Farioli, Cristian Artioli, Andrea Fontanesi, Maurizio Ferrari (CAI Modena) e Marcello Beneventi (CAI Castellarano) e si è concentrata invece nella zona di Sarapococha, al cospetto delle più belle ed alte cime della Cordillera di Huayhuash, dove è stato installato il campo base. Da qui gli alpinisti hanno effettuato diverse uscite per saggiare le condizioni della montagna, ma hanno riscontrato giorno dopo giorno sia un eccessivo innevamento sia la difficoltà oggettiva degli itinerari. Poco tempo prima dell'arrivo degli alpinisti italiani, una cordata di due statunitensi aveva perso la vita proprio su questa montagna. Il rischio di valanghe e di slavine è stato elevato e quindi alla fine i reggiani si sono "accontentati" di salire una cima sulla bastionata rocciosa del Seria Norte, giungendo fino a Quota 5600 metri, una vetta che è poi risultata senza nome e quindi è probabilmente una prima salita assoluta. La cima è stata quindi dedicata alla Città del Tricolore ed il toponimo è stato proposto al Club Andino il quale farà una verifica e poi sancirà la definitiva assegnazione.

Dal diario dei protagonisti:

“In questa valle e tra queste montagne si avverte forte la suggestione delle avventure narrate dall’alpinista inglese Joe Simpson nel best seller - La morte sospesa-, un racconto che assume contorni reali quando ci affacciamo dalle nostre tende. Una prima ricognizione sul Sarapo (6127m) ci consente di salire quasi completamente la parte rocciosa della cresta O-NO con difficoltà fino al IV° grado; purtroppo la successiva sezione nevosa risulta impraticabile per la presenza di enormi funghi di ghiaccio sul filo della cresta. Nel frattempo una parte del gruppo compie una ricognizione sul ghiacciaio per verificare altre possibilità di salita e si decide di piazzare il campo avanzato sul ghiacciaio a 4900m sotto una fitta nevicata. Nei giorni successivi la neve al pomeriggio puntualmente coprirà le tracce delle nostre esplorazioni in quota, la nostra tenacia sarà premiata dopo due giorni di tentativi, sulla cresta del Seria Norte, dove riusciamo a raggiungere, superando tratti estremamente faticosi con neve alta e inconsistente, una cima a quota 5600m non segnalata nelle cartine; decidiamo di chiamarla “Città del Tricolore”. La nostra esplorazione continua nei giorni seguenti sul Nevado San Antonio (5100 m), con una via di 250 metri sulla larga placconata rocciosa della parete Nord e con la salita del Cerro Rosario Norte (5540m), elegante vetta salita per la prima volta da una spedizione italiana negli anni ’80. Il pochissimo tempo rimasto e le violente raffiche di vento che mettono a dura prova il campo base, non lasciano spazio ad altre idee…, ci aspettano due intensi giorni di cammino per raggiungere l’altro gruppo a Pacllon.” Il Nevado Yerupaia Sur

La spedizione è stata l’unica nella stagione ad operare alpinisticamente nella Cordillera di Huayhuash, regione montuosa paragonabile per dimensione all’intero gruppo del M. Bianco.

Il gruppo che ha effettuato il trekking, composto da  Maurizio Franchi, Gabriella Caselli, Miriam Massimini, Paola Monticelli (CAI Castellarano) si è addentrato per oltre 180 chilometri su di un percorso a tappe per compiere il periplo completo della Cordillera di Huayhuash e delle sue spettacolari cime (Rondoy 5879m, Jirishanca 6121m, Yerupaja 6634m, Rasac 6017m, Siula 6344m, Sarapo 6127m). Il materiale per il campo, i viveri e le attrezzature comuni, sono state portate al seguito con l'ausilio di alcuni asini (burros) e del loro conduttore (arriero). Durante il trekking, il cui leader è stato Maurizio Franchi, i partecipanti hanno effettuato due salite, raggiungendo due vette di oltre 5000 metri, il Pumarinri (5465 mt.) ed il Diablo Mudo (5250 mt.) con difficoltà tecniche contenute. Lo stesso percorso del trekking supera alcuni passi che sfiorano e raggiungono i 5000 metri di altezza al cospetto delle fantastiche pareti che si innalzano per oltre duemila metri dai fondovalle.

i "burros" in marcia  pausa nel trekking  un campo nel trekking 

La spedizione ha avuto la fortuna di vivere alcuni momenti particolarmente significativi della cultura locale nei villaggi visitati, che ci hanno confermato la grande cordialità di questa gente che ha saputo adattarsi a condizioni di vita così difficili. Nelle vallate e nei villaggi circostanti questi splendidi luoghi, la gente vive ancora in condizioni di estrema povertà, la spedizione voleva essere anche un’occasione di confronto con questa realtà.

Al rientro dalle attività alpinistiche, la spedizione ha fatto tappa nel paese di Chiquian, capoluogo della provincia dei “Bolognesi”, e punto di passaggio obbligato per chi si accinge ad entrare nel Parco della Cordillera di Huayhuash, dove, ha incontrato le autorità municipali. All’incontro ha partecipato il Vice Sindaco (Teniente Alcalde) Edgar Diaz Aguilar che, dopo avere salutato i reggiani a nome del Sindaco e della Comunità, ha ricevuto in dono la nostra bandiera tricolore offerta alla Spedizione dal Sindaco di Reggio Emilia, ed ha voluto scambiare alcuni doni in un simbolico gemellaggio tra le due comunità.  

Partners sono stati Gulliver Expedition, Reggio Gas e BECA, oltre al Patrocinio del Comune di Reggio Emilia, Assessorato allo Sport. Altre immagini ed informazioni sul sito http://huayhuash.netfirms.com/