Su e giù per la Markha Valley
Il gruppo, composto da 9 persone, era formato da soci di CAI di varie città d'Italia e di cui Carlucci era l'unico rappresentante reggiano. Partiti dall'Italia il 25 luglio e dopo aver svolto un breve itinerario turistico in India, i trekkers sono giunti a Leh, la capitale dello Stato autonomo del Ladakh, dimora di migliaia di fuoriusciti tibetani esiliati dalla Cina, verso la fine del mese di luglio. A Leh si sono preoccupati di noleggiare i cavalli, le tende, trovare una guida ed indi di acquistare al mercato locale le vivande necessarie per circa una decina di giorni di cammino. Il 30 luglio la colonna si è quindi incamminata a piedi per iniziare il trekking dal celebre monastero buddista di Hemis, nelle vicinanze di Leh. Nel complesso, l'esperienza è durata 11 giorni, durante i quali la comitiva ha attraversato passi d'alta quota, alti fino a 5250 metri, che da soli valgono un'ascensione alpina, ed è culminato con la salita allo Stock Khangri, mt. 6153. Completamente autonomi per quanto riguarda il carico individuale, cioè senza portatori, i trekkers si sono avvalsi dell'aiuto di qualche cavallo per trasportare il materiale comune, il cibo ed il combustibile, raro in quelle terre desolate. In questo periodo il totale dei chilometri percorsi è stato di oltre 170, tutti percorsi alla quota media di 4000 metri sul livello del mare. In media, ogni giorno la colonna degli undici italiani con la loro guida ed i conduttori degli animali camminava per 6/7 ore, con una breve sosta per il pranzo e, alla fine della giornata, lo stop per l'impianto del campo base e la cucina. Già dal terzo giorno, il 1 agosto, il trekking è entrato nel suo vivo con la discesa dal Passo Kongmarusa (mt. 5250) nella mitica Markha Valley, la lunga e sinuosa fascia di terra scavata dal fiume omonimo, che più volte i nostri camminatori si sono trovati a dover attraversare in quanto le tracce di sentiero conducevano sulle sponde meno rocciose e disagevoli. Il 6° giorno di cammino un altro importante passo di quasi 5000 metri, il Gandala (mt. 4970) e poi, il giorno successivo, l'altro passo Stocktla (mt. 5040) ha permesso al gruppo di scavalcare ben due dorsali adiacenti la valle e ad addentrarsi nella valle di Lamlung, alla base dell'imponente mole rocciosa dello Stock Khangri, che arditamente era nel programma di salire.
La Markha Valley è una valle di origine glaciale situata all'estremo nord dell'India, nella regione chiamata Ladakh, e scavata dal fiume omonimo che corre parallelo al fiume Indo, dietro l'alta catena del Khangri. La Markha è caratterizzata dall'isolamento di cui gode pur essendo vicina al cuore del Ladakh, ed è sempre stata considerata ideale dai monaci buddisti in cerca di isolamento. Gompa fatiscenti segnano la curva delle colline sopra i piccoli villaggi immersi nei verdi campi: un posto magico dove le pietre mani incise di preghiere e i chorten bianchi spiccano decisamente tra le pietraie.
Recuperati i cavalli ed i bagagli pesanti, smontato il campo base, i camminatori italiani il 9 agosto si sono diretti verso il villaggio di Stock che hanno raggiunto in poco meno di una giornata di cammino. Qui li aspettavano i mezzi motorizzati per riportarli a Leh, dove il viaggio indiano è proseguito con intenti turistici alla scoperta dei monasteri ladaki, solitari e carichi di spiritualità.
Per Giorgio Carlucci si è trattato del secondo viaggio in Ladakh: vi era già stato nel 1993 e, dieci anni dopo, non ha saputo resistere al richiamo ed è ritornato nei luoghi che lo avevano fatto innamorare. Partners del trekking è stata AVVENTURE NEL MONDO SRL |